Seminario UBULELE. Resoconto a cura di Barbara Bandini Lucarini

Resoconto seminario:

 UBULELE. Centro di ascolto e intervento in una township di Johannesburg

a cura di Barbara Bandini Lucarini

 

 

Il 28 Maggio, nella sede locale di Roma, la dott.sa Maiello (AIPPI) ha coordinato un seminario dal titolo: Ubulele, centro di ascolto e intervento in una township di Johannesburg. All’incontro hanno partecipato la direttrice del centro e alcuni psicologi e operatori che sono costantemente impegnati a mitigare il profondo disagio sociale e culturale che imperversa in un paese che fa i conti con le rovine dell’apartheid.

Ubulele, la cui traduzione significa gentilezza e generosità è un’organizzazione di servizio e di formazione che ha sede ad Alexandra, una township situata a Nord della città di Johannesburg.

L’ obiettivo del centro è quello di creare le condizioni per lo sviluppo di relazioni sane per i bambini con uno sguardo preventivo alla salute mentale della persona adulta. Il modello attraverso il quale vengono perseguiti tali obiettivi è costituito da un incontro tra il pensiero psicoanalitico occidentale e le modalità di cura provenienti dalla tradizione indigena africana.

La dott.sa Katharine Frost, direttrice del centro, nella sua presentazione ha esposto il sistema di formazione degli operatori quasi tutti provenienti dallo stesso ambiente culturale territoriale. Ella ha sottolineato come si avvalgano di assidue supervisioni settimanali, sia individuali che di gruppo, il cui scopo in accordo con il modello Tavistok è quello di pensare alla complessità di ogni caso clinico con l’apporto di più menti pensanti.

I programmi di intervento, tutti incentrati sulle strategie di prevenzione della salute mentale dei bambini dalla nascita fino ai 7 anni di età e dei loro genitori, sono presenti in diversi presidi medici. Inoltre il centro si avvale di unità mobili che portano gli operatori in mezzo alla gente in aree di più difficile accesso. È previsto anche un progetto di visite domiciliari a sostegno e protezione delle giovani madri che necessitano di tempo e spazio per entrare in relazione con il loro neonato.

Tra i modelli di intervento sviluppati dal centro, “l’Ubulele Baby mat” (il tappetino del bebè) ha suscitato particolare interesse nel gruppo dei partecipanti. Si tratta di una modalità di intervento offerto nei centri pubblici di salute mentale e in quelli in cui si effettuano vaccinazioni. Le operatrici dispiegano una coperta sul pavimento ed invitano le madri e i loro bambini a sedersi con loro per riflettere insieme sulle difficoltà incontrate dalla madre e sui significati del comportamento del piccolo. Sulla coperta trovano posto una coppia madre e bambino alla volta e 2 operatrici.

Il materiale che ci viene presentato da Thandiwe Khumalo e Zanele Mokolutlo, tratto da un intervento di Baby mat, ha messo in luce come il “piccolo setting” rappresentato dal tappeto abbia favorito uno spazio/tempo contenitivo e una comunicazione profonda e intima.

Successivamente la proiezione di un film con fini divulgativi ha illustrato le modalità di intervento sopra citate applicate in diverse aree di disagio. E’ seguito un interessante dibattito prevalentemente incentrato sui punti di incontro tra le modalità di operare del centro e i modelli psicoanalitici ai quali tali modalità fanno riferimento e dai quali anche noi traiamo insegnamento e inspirazione.